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martedì, ottobre 25, 2005

Se ora tu bussassi alla mia porta e ti togliessi gli occhiali e io togliessi i miei che sono uguali e poi tu entrassi dentro la mia bocca senza temere baci diseguali e mi dicessi "Amore mio, ma che è successo?", sarebbe un pezzo di teatro di successo.
postato da: sixten | 21:14
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giovedì, ottobre 06, 2005
cantare fa bene al cuore. ogni tanto ci vuole.

A Sora Rosa me ne vado via, ciò er core a pezzi pe’lla vergogna, de questa terra che nu mm’aiuta mai de questa gente che te sputa n’faccia, che nun’ha mai preso na farce in mano, che se distingue pe na cravatta.
Me ne vojo annà da sto paese marcio, che cià li bbuchi ar posto der cervello, che vò magnà sull’ossa de chi soffre, che pensa solo ar posto che po’ perde.
Ciavemo forza e voja più de tutti Annamo là dove ce stanno i morti, anche se semo du ossa de prosciutti ce vedrà chi cià li occhioni sani che ce dirà: "venite giù all’inferno armeno ciavrete er foco pell’inverno".
Si ciai un core, tu me poi capì si ciai n’amore, tu me poi seguì che ce ne frega si nun contamo gnente se semo sotto li calli della ggente.
Sai che ti dico, io mo’ me butto ar fiume, così finisco de campà sta vita che a poco a poco m’ha ‘succato l’occhi più delle pene de stana immortale.
Annamo via, tenemose pe’mano, c’è solo questo de vero pe’chi spera, che forse un giorno chi magna troppo adesso possa sputà le ossa che so’ sante.
postato da: sixten | 21:36
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LUI: “È arrivata! Nei cinema. La lobby dell'ovvio. La congrega dei miracoli. I turnisti della commozione. La sciatteria che si fa pellicola. Benigni, Braschi, Cerami, Piovani. Piuttosto, coltivate il vostro cuore nero e artigliate gli spigoli. Non vi salverete. Ma neanche vi sentirete presi per il culo. LEI: Non mi risulta sia uscito. Mi sono distratta? Aspetterei di vederlo prima di etichettarlo. LUI: E chi ha detto che bisogna prima vederlo? Qui si giudica, mica si fanno recensioni. Sappiamo, sappiamo tutto quello che c'è da sapere.
postato da: sixten | 18:19
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mercoledì, ottobre 05, 2005
 servizi, applicazioni, comuni, workflow, hub, release, start up, meeting, gateway, back end, front end, content management, monitoring, system & application management, reporting, delivery disaster recovery, security, capability, application deployment, process & organization, presentation, demo room, demo room, povera lingua povera lingua….che quando non sono sereno sono volgare, e m’accuccio da una parte in cerca di parole nuove, certo “demo room” non aiuta. Quanta fatica in questo finto inglese pratico. ho ricominciato a fumare pall mall, non voglio avere le mani libere, essemmesse di patrizia, che mi dice una cosa importante ma non si fida, chè sono virtuale, e come darle torto, decisioni in vista per lei, anzi magari ci fossero cose da decidere, tanti auguri pat, ma sono virtuale anche senza Rete, poca autonomia, non garantisco nulla, cmq, aspirazioni da maggiordomo, tornato a roma sabato sera, meno di un’ora dall’aereo e sono fuori, leggero molto leggero, passo indenne, mangio, pago non importa quanto, saluto, abbraccio flavia, danila non c’è, peggio per lei, ma non indago, non mi intrometto, non competo, aspirazione di essere venduto a trancio, anzi in blocco come una locandina di fellini, poi riparto verso la caciara del sabato, solo perché ho voglia di una piccola illusione fatta in casa, scorro nel traffico, mi reclamano brilli & preziose, mando a fanculo senza riserve, ridono mentre gli mostro i denti al telefono, ridono quando appaio, sgargiante puntando il dito, finalmente si presenta la donna di daniele, la donna di daniele mi si struscia addosso, cognizione di una venticinquenne, ah, sei te, vuoi una philip morris? e il rum e la coca, e un locale, e i vezzi, i lazzi col fuoco, scherza scherza ma non l’hai inventato tu questo gioco, e gli abbracci, e le confidenze da gatta morta, poi tutto precipita, uno sciagurato passa il segno, e rivedo molte cose, e mi fa pena, seppure mi degna di una erezione, fatto strano, fatto molto strano, e prosegue con le scenate, i litigi, meno male che l’abito fa il monaco e i buttafuori rimangono a galla, ma per le storie che rotolano giù esistono i vuoti a rendere? Insomma, fatto sta che la donna di daniele non è più la donna di daniele, e in macchina stupida accenna al profumo, non vuole scendere, insiste, daniele che si scusa, fratè ti chiedo perdono, daniele dorme fuori la notte, stasera open bar a Campo, offre lui, dice, cocci di bottiglia inclusi a sfondarsi, invece si brinda con discreta eleganza tra colleghi journalist, ci si divide come una trimurti: accadono le cose, buchi nell’acqua, apparizioni sparizioni, non reclamo nulla, non ho forza contrattuale, un uomo che rotola mostra tutte le sue facce. Però una mano tra i capelli, con tutto questo accadere ondivago, si lo so, è una resa a questi mesi d’inferno, ma ci vuole.
postato da: sixten | 16:11
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lunedì, ottobre 03, 2005

(Verona aereoporto)
Preghiera alla vita
Perché più bruci, per meglio sentirti, perché sempre il cuor mi divida il tuo taglio assetato di lama, perché la notte smanioso invano a cercarti io mi dibatta e mi raggiunga l'alba come una morte amica, tregua non darmi, mia vita, lasciami l'umiliata povertà, le nere insonnie, le cure ed i mali. Lasciami il delirante desiderio che si gonfia in miraggi e il timido sangue che s'agita ad ogni soffio. Perché più bruci, per meglio sentire questo tuo bacio che torce e scolora, ogni mia fibra consuma al tuo fuoco, ogni pensiero soggioga ed annulla, ogni tuo dolce, la pace e la gioia, negami ancora
postato da: sixten | 14:06
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