[branded to kill]
tales from reconstruction
 





mercoledì, ottobre 05, 2005


servizi, applicazioni, comuni, workflow, hub, release, start up, meeting, gateway, back end, front end, content management, monitoring, system & application management, reporting, delivery disaster recovery, security, capability, application deployment, process & organization, presentation, demo room, demo room, povera lingua povera lingua….che quando non sono sereno sono volgare, e m’accuccio da una parte in cerca di parole nuove, certo “demo room” non aiuta. Quanta fatica in questo finto inglese pratico.
ho ricominciato a fumare pall mall, non voglio avere le mani libere, essemmesse di patrizia, che mi dice una cosa importante ma non si fida, chè sono virtuale, e come darle torto, decisioni in vista per lei, anzi magari ci fossero cose da decidere, tanti auguri pat, ma sono virtuale anche senza Rete, poca autonomia, non garantisco nulla, cmq, aspirazioni da maggiordomo, tornato a roma sabato sera, meno di un’ora dall’aereo e sono fuori, leggero molto leggero, passo indenne, mangio, pago non importa quanto, saluto, abbraccio flavia, danila non c’è, peggio per lei, ma non indago, non mi intrometto, non competo, aspirazione di essere venduto a trancio, anzi in blocco come una locandina di fellini, poi riparto verso la caciara del sabato, solo perché ho voglia di una piccola illusione fatta in casa, scorro nel traffico, mi reclamano brilli & preziose, mando a fanculo senza riserve, ridono mentre gli mostro i denti al telefono, ridono quando appaio, sgargiante puntando il dito, finalmente si presenta la donna di daniele, la donna di daniele mi si struscia addosso, cognizione di una venticinquenne, ah, sei te, vuoi una philip morris? e il rum e la coca, e un locale, e i vezzi, i lazzi col fuoco, scherza scherza ma non l’hai inventato tu questo gioco, e gli abbracci, e le confidenze da gatta morta, poi tutto precipita, uno sciagurato passa il segno, e rivedo molte cose, e mi fa pena, seppure mi degna di una erezione, fatto strano, fatto molto strano, e prosegue con le scenate, i litigi, meno male che l’abito fa il monaco e i buttafuori rimangono a galla, ma per le storie che rotolano giù esistono i vuoti a rendere? Insomma, fatto sta che la donna di daniele non è più la donna di daniele, e in macchina stupida accenna al profumo, non vuole scendere, insiste, daniele che si scusa, fratè ti chiedo perdono, daniele dorme fuori la notte, stasera open bar a Campo, offre lui, dice, cocci di bottiglia inclusi a sfondarsi, invece si brinda con discreta eleganza tra colleghi journalist, ci si divide come una trimurti: accadono le cose, buchi nell’acqua, apparizioni sparizioni, non reclamo nulla, non ho forza contrattuale, un uomo che rotola mostra tutte le sue facce. Però una mano tra i capelli, con tutto questo accadere ondivago, si lo so, è una resa a questi mesi d’inferno, ma ci vuole.

postato da: sixten | 16:11 | commenti